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Fondazione Architettura Alto Adige

SCUOLA SUPERIORE DI SANITA’ CLAUDIANA - BOLZANO

Educazione

Anno di costruzione

Realizzazione 2006

Zona

Bolzano-Laives

BOLZANO

Tipologia

Nuova costruzione

Standard CasaClima B

Pubblico

Committente Provincia Autonoma di Bolzano

Architetto/Partner

 Carlo Azzolini

 Klaus Kompatscher

L’idea del Centro di formazione San Maurizio nasce negli anni novanta con il progetto di concentrare a Bolzano le attività di formazione del personale parasanitario, necessario alle strutture operanti in Alto Adige. L’area individuata era situata a fianco dell’Ospedale di Bolzano che sorge isolato tra i vigneti a San Maurizio: il luogo ideale per concentrarvi le attività didattiche, amministrative e congressuali riguardanti il settore paramedico. Nei primi anni duemila la Provincia di Bolzano decide di realizzare subito i due edifici previsti destinati alla Scuola Superiore di sanità “Claudiana”. I due volumi chiudono a ovest e a sud la grande piazza quadrata pedonale, al di sopra del parcheggio interrato sulla quale si affacceranno in futuro anche gli studentati ed il centro congressi. A ricordo delle strutture conventuali, un porticato continuo a doppia altezza, accessibile al terzo livello da due rampe che invitano ai piani superiori, raccorda l’articolazione dei volumi e degli ingressi allo spazio pubblico della piazza. La struttura portante è costituita da un sistema a pilastri in calcestruzzo armato e solai a lastra, con le pareti delle torri, contenenti i servizi, in calcestruzzo faccia a vista. Le facciate aperte sono declinate in metallo e vetro, conferendo un’immagine unitaria e al tempo stesso movimentata. Le facciate chiuse laterali e i massicci volumi delle scalinate sono rivestiti con una parete ventilata in pietra d’Istria. I grandi serramenti fissi sono in alluminio verniciato scuro, tale da confondersi con il colore del vetro, mentre le finestre apribili di colore bianco appaiono quasi sospese. All’interno, coordinate con un pavimento caldo in grandi lastre di Trani, le divisorie verticali sono eseguite, per creare una sensazione di forte pulizia, in pannelli di acero sicomoro e vetro acidato. Tutti i cablaggi, le utenze elettriche e gli impianti di ventilazione sono nascosti negli arredi e nei controsoffitti, in modo da conferire all’edificio un’immagine accogliente, quasi familiare. La piazza è pavimentata con cubetti di porfido, il più classico dei materiali sudtirolesi per esterni. Il quadrato centrale è disegnato invece con una scacchiera in pietra di Prun, con le due tradizionali colorazioni bianco e rosa, così spesso impiegate negli edifici monumentali nella storia artistica dell’Alto Adige. Sono stati disegnati tutti gli arredi a misura degli auditori, delle pareti divisorie, dei laboratori di radiologia, fisioterapia, ergoterapia, assistenti tecnici, dietisti, infermieri. Gli spazi dedicati ai singoli corsi della Scuola superiore (infermieri, fisioterapisti, dietisti, tecnici di laboratorio, tecnici radiologici, logopedisti, ostetrici, ergoterapisti, tecnici dell’ambiente, ecc.) sono organizzati su piani orizzontali: dalla piazza attraverso il percorso al terzo livello si può accedere direttamente alle aree didattiche dei piani superiori senza disturbare l’attività degli altri insegnamenti. Lungo gli ampi corridoi interni, la regolare scansione modulare è bilanciata dalle trame di luce dei cortili centrali. Le aule sono rivolte verso l’Ospedale e la città, mentre gli spazi di servizio si affacciano generalmente sulla piazza. L’obiettivo del contenimento dei consumi energetici è stato raggiunto sia attraverso un involucro esterno con elevate prestazioni di isolamento (Casaclima B), sia con il ricorso a energie rinnovabili e all’impiego di pannelli radianti/ refrigeranti a soffitto.

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